
Si è svolto il progetto pilota “Facciamo pace? Si, ma come si fa?" in programma dal 8 al 15 settembre 2025 presso il Centro A.I.A.S. Sezione di Cosenza.
Il complesso momento storico e sociale che stiamo vivendo caratterizzato dal senso di inquietudine, influenzato anche dalle atrocità delle guerre in atto, investe trasversalmente tutti, ma soprattutto le nuove generazioni, giovani e bambini. Tale condizione porta inevitabilmente noi operatori sanitari, famiglie e scuola ad assumere l'impegno e la responsabilità di comprendere come affrontare il difficile periodo e fornire strumenti utili al raggiungimento di nuovi equilibri, ma è anche una grossa opportunità per costruire un futuro migliore.
Il progetto nasce come una possibilità di esplorare una modalità di lavoro innovativa, continuando a mantenere immutati gli obiettivi riabilitativi e al contempo, individuare percorsi, attraverso l’attività ludica finalizzata, al fine di potenziare e consolidare le capacità in grado di far assumere una condotta di pace.
Nel programma delle attività individuate, ogni giornata è stata dedicata ad una delle abilità, ritenuta utile al raggiungimento dello scopo: adattarsi alle regole, alla convivenza, riconoscere le proprie e altrui emozioni e condividerle, fortificare la memoria per apprendere dall'esperienza, collaborare, dialogare, usare la creatività e la logica per risolvere i problemi e tenere vivi i propri desideri di crescita e di pace.
Inoltre ogni gioco è stato pensato per lavorare su tantissimi obiettivi riabilitativi: coordinazione, equilibrio, funzioni esecutive, analisi visuo-spaziale, capacità associative, imitazione visuo-motoria, capacità espressive e di ascolto, problem solving… e contemporaneamente lavorare sui comportamenti più utili per stare bene con se stessi e con gli altri, facendo esperienza concreta insieme e coniugando l'intervento culturale e pedagogico con quello riabilitativo.
Osservazioni durante le attività:
- Le attività ludiche-riabilitative, svolte in piccoli gruppi, sono state scelte per rispondere ai bisogni dei giovani pazienti precedentemente selezionati secondo dei criteri stabiliti dall'equipe di lavoro.
- La dimensione del gruppo ha regalato ai bambini un'occasione per lavorare insieme, amplificando gli effetti sul piano relazionale-emotivo.
- Gli operatori sanitari hanno avuto l'opportunità di osservare il gruppo in una dimensione diversa dal rapporto uno a uno, tipico del setting di lavoro. Tale situazione ha permesso di mettere a fuoco specifiche fragilità e/o particolari risorse dando l'opportunità di arricchire e integrare il piano terapeutico del paziente.
- Osservare il comportamento dei bambini nelle dinamiche di gruppo, ha aiutato ad avere maggiore consapevolezza negli interventi di rete e di supporto con la scuola, ove spesso i bambini sperimentano difficoltà aldilà degli apprendimenti, e che gli insegnanti curriculari e di sostegno riportano. L' ambiente ludico-riabilitativo creato diventa così un valido supporto in grado di potenziare l'efficacia dei momenti di confronto e di scambio con la scuola e offrire indicazioni più precise e non più legate solo a quanto riportate nel vissuto del gruppo classe.
- La modalità di lavoro prevista dal progetto è stata occasione per sperimentare un modo nuovo per vivere il Centro e la riabilitazione e sospendere una modalità ripetitiva, proponendo esperienze a tutti gli effetti riabilitative ma anche in grado di stimolare abilità nel bambino che facilitano l' adattamento negli ambienti di vita e verso il benessere collettivo.
- I bambini hanno risposto con entusiasmo alle attività proposte, mostrando dispiacere quando si comunicava loro la fine delle sessioni di gioco. Hanno partecipato assiduamente senza perdere un appuntamento a dimostrazione che l’approccio e la metodica utilizzata risulta attraente nei confronti del bambino e quindi utile a tenere alta la motivazione al trattamento, facilitando il raggiungimento degli obiettivi.
- Nell'ultima giornata è stato previsto un momento di coinvolgimento attivo e partecipato delle famiglie per restituire il senso del progetto e condividere una dimensione gioiosa con i loro bambini.
Alla fine del programma, l’ultimo giorno, è stato previsto la consegna ad ogni partecipante di un riconoscimento simbolico, che è anche un impegno: il diploma di “Costruttore di Pace”.

































